UN PO' DI ME

Le mie foto
Amo la vita e voglio continuare a farlo, con la profondità e la passione di S.Francesco, nella bellezza della natura, nell'amicizia, nella lotta generosa per la costruzione di un mondo migliore. Non voglio sciuparla con gioie effimere. Voglio guardare in alto. Tutto è reso più facile dalle persone amiche che ho accanto,perchè essere amico, è saper guardare l'altro quando è felice e quando è triste e condividere, essere amico, è imparare a vedere il buono e il bello che possiede ogni essere e ammirare, essere amico, è chiedere e dare il perdono e dimenticare, essere amico, è ringraziare sempre ed essere felice, essere amico è rimanere al fianco di chi non spera più nulla e amare. Spesso nelle nostre vite succedono cose che non possiamo evitare ma non è una ragione per non andare avanti, anzi a volte è necessario condividere. Come i soldati al ritorno dalla guerra, fra loro c'è un legame speciale, ma finalmente tornano a casa e vanno avanti con la vita. Tutti abbiamo storie della nostra guerra, ma devono essere condivise. Devono esserlo perchè queste storie sono ciò che ci fanno stare insieme, ci fanno crescere, ci fanno sentire vivi.

Cerca nel blog

Caricamento in corso...

Lettori fissi

domenica 20 maggio 2012

LA TRAGEDIA DI BRINDISI




Che notizie tragiche che arrivano dai referti dell'ospedale di una delle ragazze ferite nell'esplosione di Brindisi, una ragazza a quindici anni che si vede tolto lo stomaco, cassa toracica ricostruita, forse le verrà amputato un braccio più tutte e le ustioni e fratture,...... ovviamente se non sopraggiunge la morte,... ma mi chiedo perchè questa cattiveria gratuita,... ??? che bisogno c'era???? parlano di matrice mafiosa, matrice terroristica, qualunque sia questa matrice, ma perchè sti esseri che compiono queste azioni non muoiono 2 secondi prima di compiere la tragedia,... bastano due secondi e la loro vita si spegne,.... non c'è perdono, non può esserci, solo la morte dovrà colpirli e forse è anche troppo per loro. Nessuna pena o giudizio potrà mai essere sufficiente per loro.

Leggevo un'intervista al giudice Tona sul caso di Brindisi, ed è triste tutto ciò. 

Dice Tona in questa intervista: "la matrice ancora non è comprensibile, ma c’è un dato da non sottovalutare e cioè che gli organi investigativi e giudiziari da tempo hanno pubblicamente invitato a guardare con molta attenzione ai movimenti della criminalità organizzata di quel territorio. Ci sono stati in passato minacce, c'è stato un grido d’allarme dei procuratori della Repubblica. In materia di criminalità organizzata la prevenzione è anche una questione culturale e sarebbe auspicabile che quando ci sono grida d’allarme e valutazioni concrete basate su elementi oggettivi si cominciasse a parlare per tempo dei problemi dei territori dove la criminalità si manifesta.Quel che è certo è che questo è il modo peggiore per commemorare Falcone. Il fatto che dopo 20 anni nel nostro Paese è ancora possibile che delle persone ritengano, per qualsivoglia ragione, di fare un’azione così crudele è un segnale molto preoccupante al di là della matrice". 

Quello che dico io adesso è il dolore di un'Italia che oggi ha scritto di nuovo una triste pagina. Per oggi solo silenzio e una preghiera per questi giovani che hanno perso la vita.



martedì 1 maggio 2012

Santa Maria, Madre di Dio


Santa Maria, Madre di Dio, conservami un cuore di fanciullo,
puro e limpido come acqua di sorgente.
Ottienimi un cuore semplice, che non si ripieghi
ad assaporare le proprie tristezze.
Un cuore magnanimo nel donarsi, facile alla compassione.
Un cuore fedele e generoso, che non dimentichi alcun bene
e non serbi rancore di alcun male.
Formami un cuore dolce e umile,
che ami senza esigere di essere riamato.
Un cuore grande e indomabile,
così che nessuna ingratitudine lo possa chiudere
e nessuna indifferenza lo possa stancare.
Un cuore tormentato dalla gloria di Gesù Cristo,
ferito dal Suo Amore,
con una piaga che non rimargini se non in cielo. 


lunedì 16 aprile 2012

QUESTI SONO UOMINI E DONNE

In una cerimonia che si terrà domani alle 11, nel Giardino dei giusti di tutto il mondo di Monte Stella (Piazza Santa Maria Nascente, Milano) verranno piantati quattro nuovi alberi. Primo Levi, Ayse Nur Zarakoglu, Claire Ly, Yolande Mukagasana, entrano nel giardino milanese dedicato a chi ha lottato per la verità e i diritti.


Il primo è per un nome noto e caro a tutti quanti coltivano la memoria: Primo Levi (1919-1987), il grande scrittore torinese autore di Se questo è un uomo, una delle testimonianze più vere e dure mai scritte sulla Shoah. Il prigioniero 174517, deportato prima ad Auschwitz e poi a Monowitz, fu uno dei pochissimi a fare ritorno dal lager. Nel 1947, il manoscritto del suo capolavoro fu rifiutato dalle più grandi case editrici e pubblicato dalla De Silva. Nel 1958, l'uscita presso Einaudi gli permise di diventare uno dei testi di riferimento sulla persecuzione nazista.




Un secondo albero sarà dedicato ad Ayse Nur Zarakoglu, nata nel 1946 e morta nel 2002. Assieme al marito fondò la casa editrice Belge e lavorò come membro attivo dell'associazione dei Diritti umani turca, partecipando a indagini sulle carceri e la tortura e pubblicando 30 libri di scrittori detenuti. Venne arrestata più volte, condannata a due anni di reclusione, torturata ripetutamente con scariche elettriche per aver pubblicato il libro di Yves Termon Il tabù armeno. Nel 1997, processata per aver dato alle stampe il volume dell'autore armeno Vahakn Dadrian Il genocidio, venne assolta: per la prima volta venne distribuito liberamente in Turchia un testo sul genocidio degli armeni. Ha ricevuto molti premi per la sua attività.




Un terzo albero verrà dedicato alla memoria di Claire Ly, nata in Cambogia nel 1946, alta funzionaria del ministero della Pubblica istruzione. Nel 1975 venne deportata in un campo di lavoro forzato, dove rimase fino al 1979, quando, alla caduta del regime, emigrò in Francia. Mascherando la sua origine borghese, riuscì a sopravvivere con i due figli grazie all'identificazione da parte dei khmer rossi come "forza lavoro primaria". In quegli anni, perse il marito, il padre e i fratelli. Trovò dentro di sé la forza e il coraggio di resistere, anche attraverso la conversione al cristianesimo. Ha raccontato la sua ostinata lotta per la sopravvivenza in Tornata dall'inferno, prezioso documento del genocidio cambogiano.




Un quarto albero ricorderà Yolande Mukagasana. Nata in Rwanda nel 1954, sopravvisse al genocidio dei tutsi del 1994. Durante i terribili "cento giorni", si salvò in maniera miracolosa anche grazie all'aiuto di una donna hutu, Jacqueline Mukansonera. L'agghiacciante e commovente racconto di questa incredibile storia è reso nel libro La morte non mi ha voluta. Dopo il genocidio, si rifugiò in Belgio: lì cominciò la sua attività di scrittrice e di attivista, cercando di attirare l'attenzione internazionale sulla tragedia del Rwanda. Nel 2006, ha partecipato alla fondazione della Onlus Bene Rwanda, con la quale lavora per portare la sua testimonianza in Italia e nel mondo.


Sarà un dovere civile, e un piacere morale, unirsi idealmente alla cerimonia di domani. E, ancora più importante, sarà conoscere e far conoscere le storie e le azioni di questi uomini e di queste donne, affinché diventino modello e sprone per un impegno diffuso.


                                                                                                                                           (Articolo di Paolo Perazzolo)



                                                                                                                                        

martedì 13 marzo 2012

QUESTA E' LA MIA PREGHIERA

Dammi il supremo conforto dell'amore,

questa è la mia preghiera.

Il conforto che mi permetterà di parlare,

agire, soffrire secondo la tua volontà,

e di abbandonare ogni cosa per non essere

lasciato a me stesso.

Fortificami nei pericoli, onorami con la tua sofferenza

aiutami a percorrere i cammini difficili

del sacrificio quotidiano.



Dammi la suprema confidenza dell'amore,

questa è la mia preghiera.

La confidenza nella vita che sfida la morte,

che cambia la debolezza in forza,

la sconfitta in vittoria.

Innalzami, perché la mia dignità, accettando l'offesa,

disdegni di renderla.

R. Tagore




                              


sabato 7 gennaio 2012

La storia di Tatty Teddy

Brughiera inglese, autunno: una vecchia casa venne abbandonata; presto doveva essere demolita, per cui tutti i suoi mobili e le suppellettili vennero ammonticchiate a caso nel giardino: dal letto al divano, dai tavoli alle sedie, persino le porte, i quadri alle pareti e tutto il resto. Infine, sicuramente per sbaglio, un piccolo orsacchiotto marrone: era intrappolato in mezzo a tutta quella roba dimenticata e non poteva muoversi.
Poi un giorno, un giorno molto freddo, qualcosa cadde dal cielo: un piccolo fiocco di neve. Cadde dritto sul naso dell'orsacchiotto, e fu subito seguito da tantissimi altri.
Il piccolo orsacchiotto era talmente infreddolito che il suo nasino diventò azzurro. Aveva freddo. Tanto freddo che il suo pelo cominciò a diventare grigio.
Era lì, al freddo, solo al mondo, nessuno che lo amasse.
Si sentiva triste, molto triste.
Ma l'inverno finalmente passò, e il tempo cominciò a ritornare più caldo. Poi in uno splendido giorno di primavera, una bambina stava giocando vicino alla casa abbandonata, quando vide l'orsetto grigio in mezzo alla pila di cose dimenticate.
Non somigliava a nessuno degli orsacchiotti che aveva visto sino a quel giorno, e lo tolse da quel mucchio di spazzatura che lo intrappolava. Lo spolverò un po', poi lo alzò in cielo per guardarlo meglio.
"Un orsacchiotto grigio... con il naso blu?" pensò "Che strano!"
L'orsacchiotto voleva piangere! Penso che non le sarebbe piaciuto, e che quindi la bimba l'avrebbe di certo ributtato in mezzo a quella montagna di rifiuti. E invece no: "è bellissimo!", continuò lei, e se ne innamorò subito.
Corse a casa, più veloce di quanto le sue piccole gambe le consentissero di correre, per vedere se la nonna glielo avrebbe potuto riparare un po', dato che aveva perso buona parte dell'imbottitura e aveva bisogno di moltissime ricuciture.
La bimba guardò la nonna che gli rimpiazzava l'imbottitura e gli riparava le cuciture. Gli mise alcune toppe, che evidenziavano ancor di più da dove fosse uscita l'imbottitura; aveva il pelo rovinato, ma la bambina pensò che fosse perfetto.
La casa della bambina era calda e confortevole, e l'orsetto sentiva quel calore e quel conforto fin nel suo cuoricino. Il suo naso era sempre blu, e la pelliccia grigia non sarebbe mai più tornata marrone, ma così era unico fra tanti orsacchiotti.
La bambina lo abbracciò stretto, gli diede un bacio sul nasino blu e gli sussurrò: "da me a te" (from me to you), e lo amò più di ogni altra cosa al mondo: il suo piccolo, orsacchiotto grigio, dal naso blu...La ragazzina lo chiamò Tatty Teddy.Molti anni dopo Tatty Teddy continua ad essere un simbolo di amicizia e amore, oltre che di tenerezza infinita.

giovedì 15 dicembre 2011

IL RITORNO DI GIGIO ALL'ARTE, UN BELL'ORSETTO FATTO COL DAS

OVVIAMENTE ANCORA DEVO ATTENDERE CHE SI ASCIUGHI PER BENINO E POI PASSO A COLORARLO :))))))

















lunedì 18 luglio 2011

Lettera di Gesù ad un amico che si sforza di essere un buon amico



Carissimo,
so bene che non è sempre facile essere capaci di vera amicizia nei confronti degli altri.
Il Padre ha fatto te, me, ciascun uomo, con il cuore pieno di un profondo desiderio di comunione con gli altri. Tanto forte quanto è grande la paura che ci fa la solitudine; eppure gli uomini finiscono spesso per ferirsi e farsi del male, come i porcospini della parabola.
Come mai, caro amico, è così difficile andare d'accordo? Come mai succede così spesso che due o più persone, per tanto tempo cosi affiatate, prendano le distanze l'una dall'altra, per una parola di troppo, per uno sgarbo fatto con leggerezza? Potresti farmi tanti esempi tu e potrei fartene tanti anch'io, presi dal ricordo dei tre anni trascorsi con i miei discepoli...
Se vuoi, posso darti qualche consiglio. Non lo inventerò per l'occasione, ma ti ripeto quanto ho detto spesso ai Dodici, lungo le strade della Palestina.

l. Per prima cosa, bisogna saper «domare» una brutta bestia che tutti gli uomini, chi più o chi meno, si portano dentro: la spinta a mettersi sempre al primo posto. Ci piace essere serviti, adulati dagli altri, circondati di complimenti e di attenzioni... evitando, possibilmente, che anche altri, oltre noi, ricevano lo stesso trattamento. E così ci dimentichiamo l'unica cosa che conta nella vita e che sola può farci felici: amare ed essere amati. Per questo ai miei discepoli ho detto spesso (tantissime volte!) che il numero 1 del gruppo è chi sa amare e servire gli altri e che l'unico «pezzo grosso» tra di noi è chi sa dare la vita per gli amici...

Allora gli si avvicinò la madre dei figli di Zebedèo con i suoi figli, e si prostrò per chiedergli qualcosa. Egli le disse: «Che cosa vuoi?». Gli rispose: «Di' che questi miei figli siedano uno alla tua destra e uno alla tua sinistra nel tuo regno». Rispose Gesù: « Voi non sapete quello che chiedete. Potete bere il calice che io sto per bere?». Gli dicono: «Lo possiamo». Ed egli soggiunse: «Il mio calice lo berrete,‑ però non sta a me concedere che vi sediate alla mia destra o alla mia sinistra, ma è per coloro per i quali è stato preparato dal Padre mio». Gli altri dieci udito questo, si sdegnarono con i due fratelli; ma Gesù, chiamatili a sé, disse: «I capi delle nazioni, voi lo sapete, dominano su di esse e i grandi esercitano su di esse il potere. Non così dovrà essere tra voi; ma colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo, e colui che vorrà essere il primo tra voi si farà vostro schiavo; appunto come il Figlio dell'uomo, che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti» (Mt 20,20‑28).

2. Un altro consiglio vorrei darti: per essere un buon amico devi imparare a non chiudere la porta del tuo cuore a nessuno.
Pensa ai farisei dei miei tempi: per loro ladri e prostitute erano persone impure, da cui guardarsi, gente da disprezzare cordialmente perché mai avrebbero capito e accolto l'insegnamento di Dio. E invece quanti di loro diventarono miei discepoli! L’altro, chiunque esso sia, è un tesoro nascosto, tutto da scoprire, pieno di ricchezze, regalategli dal Padre mio...

Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì. Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori» (Mc 2,13‑17).


3. E infine, caro amico, ricorda sempre che è vero che «c'è più gioia nel dare che nel ricevere». E’ una frase semplice come l'acqua, ma così difficile da comprendere fino in fondo!
Ai miei discepoli, nell'ultima cena, ho raccomandato due cose: di rimanere uniti a me e di volersi bene tra di loro: solo così avranno gioia piena e duratura.
E’ vero che l'amicizia dà gioia: ma a condizione che sia amicizia vera e generosa, amicizia disposta a dare tanto e forse tutto per chi si ama. lo ho fatto così e, insieme con me, tanti altri fratelli.

«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me. lo sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. in questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch’io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone, ma vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l'ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri» (Gv 15, 1 ‑ 17).


 
                                                                                          Ciao e a presto!                                                                  
                                                                                                         Gesù

sabato 16 luglio 2011

Tu mi sei vicino


Della fretta, delle corse, degli impegni, 
della scuola, del lavoro, 
cosa resta se dimentico il senso della festa, 
il cuore del tesoro?
Guardare in alto, cercare Te;
aprire gli occhi, trovare l'altro, 
chiedermi chi è il mio prossimo, 
di cosa ha bisogno.
Il segno di un giorno diverso è questo:
fermarmi per riprendere il cammino,
avere dentro la certezza
che Tu mi sei vicino.

domenica 3 luglio 2011

DALLE LETTERE DI PIER GIORGIO FRASSATI

La nostra vita per essere cristiana è una continua rinunzia, un continuo sacrificio che però non è pesante quando solo si pensi che cosa sono questi pochi anni passati nel dolore in confronto all’eternità felice
Vivere senza una fede,
senza un patrimonio da difendere,
senza sostenere in una lotta continua la Verità,
non è vivere, ma vivacchiare
Nulla vi è di più bello della Carità. Infatti la fede e la speranza cessano con la nostra morte, l’Amore ossia la Carità dura in eterno, anzi credo sarà più viva nell’altra vita
La vera felicità, o giovani, non consiste nei piaceri del mondo e nelle cose terrene, ma nella pace della coscienza, la quale si ha soltanto se noi siamo puri di cuore e di mente.”
La Pace del Signore sia sempre con te
poiché quando ogni giorno tu possederai la pace sarai veramente ricco
I tempi che noi attraversiamo sono difficili perché la persecuzione contro la Chiesa infierisce quanto mai crudele, ma voi, giovani baldi e buoni, non vi spaventate per questo poco tenendo presente che la Chiesa è una istituzione divina e non può finire

martedì 3 maggio 2011

READY FOR A FALL - P.J. OLSSON


"E NON TI CONOSCO COME UNA PAGINA DEL MIO LIBRO.... ANCHE SE DOVREI....."






You sit there in my shadows
And you call it your relief
Don't be the one with bad eyes for
The things that I could see
(Don't give me that)

The darkness has no armor
Need protection from the air
High hopes through time passing
When I see I want you there

I can't believe
You're the one for me
If it was this easy to find you
I should be ready for a fall
I should be ready for a fall

Now my wonders rally
Around the person I once was
Like a bird that I've been helping
Hope you're healed and strong
You never know when you might have to fly

Where will you go after me
Where will you go after I set you free
And I don't know you from a page in my book
Though I should
Though I should

Where will you go after me
Where will you go after I set you free
And I don't know you from a page in my book
Though I should 





mercoledì 16 marzo 2011

LUNA DI LUGLIO



Dolce luna… tu che sei nel cielo.. sereno…nuvoloso… non importa
tu brilli…. e c’è tanto freddo intorno a te….
Ascolti le nostre speranze, i nostri sogni… le nostre pomesse
e se non ci se???….. Luna dove sei???
Hai timore?… Non temere!
Luna lieve stai soffrendo? …. Ti sorprendo.
Luna piena…. piccola palla bianca, non hai paure? non hai vergogne?
Eppure ti nascondi e ogni volta riappari più luminosa che mai.
Luna timida, luna pallida sembri un buco nel cielo più oscuro.
Uno spiraglio di luce… luna soave, voglio respirare.
Luna bella, luna intera, che illumini tutto che illumini i sogni.
Luna triste, luna romantica, luna malinconica.
Suprema essenza che abbracci il mondo in un maestoso silenzio
fatto di notturni rumori, di fruscii del vento e cicale canterine.
Luna nostalgica, che abbandoni la notte per far posto all’aurora
che più tardi sarà un nuovo giorno ancora….
Luna incantata,… luna nuova…. ci vediamo domani….
e buona notte….. per ora

Gigio 19/7/1998


SEMPRE IN TE



Voglio mettere il mio cuore ai piedi di coloro
che ti hanno chiamato caro più di un figlio,
più prezioso dei tesori, tra tutte le cose del mondo intero….
O intimo testimone possa acquistare tale amore semplice…
calmo….profondo….generoso….
tale ansia di unione densa e facile,
tale sguardo d’animo attento e sempre stabile,
tale moto facile in tutti i lavori….
con l’animo sempre in te….. inabissato e tranquillo.
Con fede semplice, passo passo,
di respiro in respiro
porterò nel cuore i flussi del tuo amore.

Robindronath Tagore



LUCE GENTILE




Luce gentile

(Lead, Kindly Light)

Conducimi tu, luce gentile
conducimi nel buio che mi stringe;
la notte è scura la casa è lontana,
conducimi tu, luce gentile.
Tu guida i miei passi, luce gentile
non chiedo di vedere assai lontano
mi basta un passo…. solo il primo passo
conducimi avanti luce gentile.
Non sempre fu così, te ne pregai
perché tu mi guidassi e conducessi
da me la mia strada… io volli vedere
adesso tu mi guidi luce gentile.
Io volli certezze… dimentica quei giorni,
purché l’amore tuo non m’abbandoni
finché la notte passi, tu mi guiderai,
sicuramente a te luce gentile.
Conducimi tu, luce gentile
conducimi nel buio che mi stringe;
la notte è scura la casa è lontana,
conducimi tu, luce gentile.

(Cardinale John Henry Newman, Sicilia 1832)



CUSTODISCI QUELLI CHE MI HAI AFFIDATO .... NEL MONDO



Sono veramente fortunati e benedetti da Dio
gli uomini e le donne che rimangono fedeli al proposito di amare il Signore
con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente… con tutte le forze.
E amare il loro prossimo come se stessi,
che lottano contro il prorpio io, con i suoi peccati,…
che ricevono il corpo e il sangue di nostro Signore Gesù Cristo
e dimostrano con le loro opere la sincerità della loro adesione a Dio.
Lo Spirito Santo verrà su di loro e abiterà nel loro cuore,

essi sono veramente figli del padre celeste perchè dimostrano con le loro opere

di essere uniti a Lui….. e sono sposi,…. fratelli….. e madri…. del nostro Signore Gesù.

Sposi… perchè uniti a Lui nell’amore che è dono dello Spirito.

Fratelli, perchè come Egli desidera fanno la volontà del padre suo….

Madri…., perchè lo portano in se,… con amore,… e lo generano per mezzo

delle opere sante che attirano altri al bene……

Padre, Padre Santo….custodisci nel tuo nome quelli che mi hai affidato nel mondo.

Attirami a te o celeste sposo, dietro a te corrererò attratto dalla dolcezza del tuo profumo

correrò senza stancarmi mai… finchè tu m’introduca nella tua cella…inebriante…

allora la tua sinistra passerà sotto il mio capo,

e la tua destra mi abbraccerà deliziosamente e tu mi bacerai la fronte

col felicissimo bacio della tua bocca…. …..Attirami a te…